A contatto con la natura: ecco tutti i benefici

A piedi nudi nel parco? Non serve. Basta una bella passeggiata tradizionale, con le sneakers o le scarpe con cui vi sentite più comodi. Tutto il resto viene da sé: il contatto con la natura che possono dare quattro passi in una villa o comunque nel verde ha una tale efficacia terapeutica da temere pochi rivali.

A sostenere che trascorrere del tempo in mezzo alla natura è necessario per il proprio benessere fisico e mentale è uno studio realizzato dai ricercatori statunitensi della University of Illinois, guidati da Frances “Ming” Kuo. Gli esperti americani hanno incrociato i dati di diversi studi realizzati negli ultimi anni in cui si cercava di capire se, effettivamente, la vita all’aria aperta e a contatto con la natura procurasse davvero benefici a corpo e mente. Il risultato? L’accesso agli ambienti naturali migliora le funzioni cognitive, l’autodisciplina e aiuta a controllare gli impulsi, contribuendo a una migliore salute mentale; al contrario, la non frequentazione di spazi verdi è legata a deficit di attenzione, a iperattività e a più alti tassi d´ansia e di depressione.

Ambienti circondati da alberi ed erba favoriscono inoltre il recupero fisico e psicologico post-operatorio, aiutano a mantenere elevati livelli di attività sportiva e migliorano il funzionamento del sistema immunitario; per contro, invece, gli ambienti meno “verdi” sono associati a maggiori tassi di obesità infantile, a percentuali più alte di malattie cardiovascolari e a più alta incidenza di mortalità.

E, come se non bastasse, in ambienti poco verdi si riscontrano tassi più elevati di aggressività e violenza, anche dopo l´aggiustamento dei risultati per reddito e altri fattori.

Fonte: staibene.it
Immagini: psichebenessere.it – trentoblog.it- agenda.filastrocche.it

I cibi che allungano la vita

Alimentazione e salute vanno di pari passo. Oggi sappiamo con certezza, grazie ai numerosi studi scientifici pubblicati sull’argomento, che esiste una precisa relazione tra dieta e l’insorgenza di malattie croniche come obesità, diabete, malattie cardiovascolari e cancro.

All’origine dello sviluppo di un tumore possiamo individuare fondamentalmente due cause, una genetica ed una ambientale. Mentre sulla prima non è possibile agire in chiave di prevenzione, la seconda è invece un fattore importantissimo sul quale puntare al massimo. Sicuramente la componente nutrizionale ha un impatto molto forte. «Esistono evidenze convincenti che essere obesi, ovvero con un indice di massa corporea superiore a 30, aumenta in maniera significativa il rischio di ammalarsi di molti tipi di cancro. Non solo, nello scorso aprile è stato confermato che il consumo di più di 500 grammi di carni rosse (agnello, manzo e maiale) alla settimana rappresenta un fattore di rischio nello sviluppo del tumore al colon-retto» spiega Lucilla Titta, ricercatrice nutrizionale presso il campus IFOM-IEO di Milano e vincitrice di una borsa di ricerca finanziata dalla Fondazione Umberto Veronesi.

L’altra faccia della medaglia è rappresentata da quei cibi che prevengono il cancro. E’ infatti confermato che un consumo di più di 400 grammi di frutta e verdura al giorno protegge dal cancro alla bocca, faringe, laringe e stomaco e che il consumo di fibra alimentare, rigorosamente da alimenti di origine vegetali come verdura, frutta, cereali integrali e legumi, protegge in maniera significativa dall’incidenza del cancro al colon-retto. «Indicazioni che però sono ancora poco recepite, poiché scarsamente conosciute, dalla maggior parte della popolazione. In Italia infatti più del 30% dei bambini è sovrappeso e quasi il 25% non mangia frutta e verdura quotidianamente» conclude la dottoressa Titta.

Ma la novità più importante e promettente e quella che vede la capacità di alcuni alimenti di “allungare” la vita. E’ ormai noto che un regime di ristrettezza calorica sia correlato ad una minor incidenza di tumori. Detto ciò è impensabile per gli uomini sottoporsi ad un regime calorico ridotto del 30% come fattore di prevenzione. Ma la novità straordinaria è che paradossalmente alcuni cibi di origine vegetale, come fragole ed uva, potrebbero mimare l’effetto della restrizione calorica.

«In diversi studi abbiamo individuato delle molecole, come la rapamicina, in grado di modulare l’espressione di alcuni geni implicati nei processi di invecchiamento. Quei geni sono gli stessi che vengono regolati in caso di ristrettezze caloriche. Nei modelli animali utilizzati sperimentalmente si è visto che queste molecole sono state capaci di allungare l’aspettativa di vita media» spiega Pier Giuseppe Pelicci, responsabile del gruppo di ricerca sui meccanismi molecolari implicati nel cancro e nell’invecchiamento presso il campus IFOM-IEO di Milano. L’obiettivo ora è quello di classificare tutti quegli alimenti che possiedono queste caratteristiche. Non solo, una volta catalogati è possibile pensare un giorno di poterne sfruttare le caratteristiche anche attraverso lo sviluppo di farmaci a base di queste molecole.

Fonte: Fondazione Umberto Veronesi fondazioneveronesi.it
Immagini: Smart Food IEO – greenme.it – spazioasperger.it

Angel Food Cake

Ingredienti:

  • 120 g di farina per dolci (00)
  • 200 g di zucchero granulare
  • 4 g di sale
  • 360 g bianco d’uovo
  • 4 g cremor tartaro
  • 4 g aroma di vaniglia e/o 2 g aroma di mandorla

Prima di iniziare:

  • Lavatevi le mani accuratamente e sciacquatele abbondantemente;
  • lavate accuratamente tutti gli utensili e le ciotole utilizzate per montare gli albumi;
  • separate i tuorli dagli albumi con attenzione per evitare che trace di tuorlo possano rimanere mescolate agli albumi. Le uova fresche si separano più facilmente, però montano con più difficoltà.

Procedimento:

Setacciate tutti gli ingredienti in polvere per eliminare i grumi e renderli più areati.

Per ottenere una schiuma stabile è consigliabile utilizzare un contenitore di rame perché una delle proteine dell’albume forma un complesso con il rame che stabilizza la schiuma. Infatti la presenza di rame elimina i legami più forti che le proteine possono formare tra loro e la struttura non collassa. In alternativa al rame va bene un contenitore d’argento, di acciaio o di vetro con l’aggiunta di un pizzico di polvere di rame. Il ferro e l’alluminio sono da evitare perché colorano la neve degli albumi.

Montate lentamente gli albumi finché non si forma la prima schiuma, aggiungete il cremor tartaro e continuate a sbattere.

Quando si cominciano a formare i picchi morbidi aggiungete lo zucchero un cucchiaio alla volta continuando a montare, aumentando progressivamente la velocità, finché non si formano dei picchi rigidi.

Incorporate molto delicatamente l’aroma di vaniglia e/o di mandorle (attenzione: non utilizzate aromi liquidi perché spesso sono disciolte in una sostanza oliosa che distrugge la schiuma).

Setacciate il sale con la farina.

Aggiungete la farina lentamente, un cucchiaio alla volta, e incorporate lentamente con un movimento dal basso verso l’alto per evitare di smontare gli albumi. Sarebbe meglio che qualcuno vi aiutasse a setacciare la farina nella ciotola mentre voi ripiegate l’impasto il meno possibile.

Versate il composto in una teglia per ciambellone, quella con il tubo al centro, non usate olio o grasso. La teglia deve essere molto pulita, perché i grassi e i detergenti sono nemici della schiuma.

Infornate per 30-35 minuti a 190°C finché toccando la superficie questa risulta elastica. Alcune ricette consigliano una temperatura più bassa, 165°C, sarà interessante sperimentare su questo punto tenendo conto che le proteine dell’albume denaturano completamente a 85°C, la temperatura superiore a i 100°C è necessario per fare evaporare l’acqua che trasformandosi in vapore fa gonfiare la torta.

Dopo la cottura la teglia con il dolce deve essere capovolta per evitare che il dolce possa collassare. Interessante il consiglio di Peter Barham che, in genere per le torte, suggerisce di lasciarle cadere un paio di volte da un’altezza di circa 30 cm perché le grosse bolle d’aia racchiuse all’interno possano suddividersi in piccole bolle che più difficilmente determinano il collasso della struttura dopo che l’aria si ritira in seguito al raffreddamento.

Il dolce deve essere rimosso solo quando è completamente freddo staccandolo dalle pareti e dal tubo centrale con un coltello.

angel food cake

Fonte: http://innovidea.org
Immagini: innovidea.org – buttalapasta.it – tasteofhome.com

Informazioni nutrizionali: scelte più salutari con dati sull’attività fisica

Includendo nelle etichette alimentari informazioni relative ai livelli di attività fisica richiesti per smaltire le calorie introdotte sarebbe possibile guidare il pubblico in scelte alimentari più coscienziose. Di questo sono convinti i ricercatori americani dell’University of North Carolina at Chapel Hill, i quali hanno potuto dimostrare in un recente studio pubblicato sulla rivista Appetite l’efficacia di questa strategia.

In breve, il team di medici ha assegnato casualmente un gruppo dei partecipanti al consumo di menu fast-food che differivano unicamente nel tipo di etichetta: priva di informazioni nutrizionali, contenente solo informazioni sul contenuto calorico, contenente informazioni sulle calorie e sui minuti di passeggio richiesti per bruciare tali calorie oppure contenente informazioni sul contenuto in calorie e la distanza da coprire passeggiando per consumare le calorie introdotte.

Ebbene, gli autori hanno potuto riscontrare che il tipo di etichetta influenzava l’assunzione di calorie tra i partecipanti: in assenza di informazioni, il consumo di calorie raggiungeva mediamente 1002, mentre nel caso delle informazioni dettagliate sui livelli di attività fisica richiesti per smaltirle l’assunzione calorica era pari a 826, una differenza importante. Quest’ultimo tipo di etichetta risultava infatti più efficace nel guidare scelte alimentari ipocaloriche.

I ricercatori hanno infine potuto riscontrare una preferenza da parte dei partecipanti per questo tipo di etichetta alimentare rispetto a quelle contenenti solo informazioni nutrizionali. Sarà questo vero anche nella realtà quotidiana oltre che nella situazione sperimentale? Decisamente varrebbe la pena provare.

Fonte: Dowray S, Swartz JJ, Braxton D et al. Potential effect of physical activity based menu labels on the calorie content of selected fast food meals. Appetite. 2013 – obesita.it Immagini: athlonsport.it – giorgiopasetto.it

Idee per il menù di Ferragosto

Penne fredde pomodoro, mozzarela e olive nere

Penne fredde pomodoro, mozzarella e olive nere

Ingredienti per 4 persone:

  • 350 gr di penne
  • 350 g di pomodori maturi
  • 200 gr di mozzarella
  • olive nere snocciolate
  • un mazzetto di basilico
  • 4 cucchiai di olio di oliva
  • sale e pepe

Preparazione: Sbollentate appena i pomodori e tagliateli a pezzetti. Mettete a cuocere la pasta in abbondante acqua salata. Unite le olive nere ai pomodori e condite con sale, pepe e olio. Tagliate poi la mozzarella a dadini ed unitela al resto. Completate spolverando con il basilico spezzettato. Scolate la pasta e unitela al condimento preparato. Mescolate e amalgamate il tutto. Lasciar riposare in frigorifero per almeno un’ora. Togliere dal frigorifero almeno mezz’ora prima di servire le penne.

Ricetta zucchine gratinate

Zucchine gratinate

Ingredienti:

  • 4-5 zucchine medie
  • pangrattato
  • 2 pomodori da sugo
  • basilico
  • prezzemolo
  • timo
  • maggiorana
  • sale.

Preparazione: Tagliate le zucchine a metà e dividetele di nuovo in due nel senso della lunghezza. Disponetele su una teglia ricoperta di carta da forno e ricoprirle con un mix preparato precendentemente in una ciotola con 3 cucchiai di pangrattato, un mazzetto di basilico e uno di prezzemolo tritati, il timo, la maggiorana e il sale. Irrorare con olio e disporre sopra le zucchine i pomodori tagliati a tocchetti. Infornare a 190° per 35-40 minuti.

Per coloro che lo gradiscono, nel mix è possibile aggiungere 2 cucchiai di parmigiano.

Crepes con fiori e semi di zucca

Ingredienti per 4 persone:

  • 150 g di farina
  • 3 uova
  • 30 fiori di zucca
  • 1 manciata di semi di zucca
  • 1 mazzetto di erba cipollina
  • 120 g di panna di soia
  • olio di oliva extra vergine
  • sale e pepe.

Preparazione: Mettete in una ciotola la farina setacciata, 220 ml d’acqua, una presa di sale e lavorate il composto finché sarà liscio e senza grumi. A questo punto incorporate le uova battute e mettete la pastella a riposare per mezz’ora in frigorifero. Rimuovete il calice di 12 fiori di zucca, apriteli e stendeteli su un panno. Scaldate una crepiera, o una padella oliata da 20-22 cm, e stendetevi un mestolino di pastella. Adagiate sulla crêpe rappresa un fiore di zucca aperto e ricoprite con un’altro strato di pastella molto sottile. Quando la base della crêpe in basso è dorata, voltate il tutto e fate colorire nello stesso modo. Tostate i semi di zucca in una padella, aggiungete 3 cucchiai d’olio e saltate per un minuto il resto dei fiori di zucca tagliati in quarti. Alla fine versate la panna di soia, salate e pepate. Scottate l’erba cipollina per un minuto e poi tuffatela in acqua e ghiaccio. Distribuite un cucchiaio di farcia al centro di ogni crêpe, formate un fagottino legandolo con l’erba cipollina. Scaldate le crêpes in forno prime di servirle.

Brioches salate con melanzane e formaggio

Ingredienti:

  • Un rotolo di pasta sfoglia
  • una melanzana
  • 150 g di formaggio (feta, scamorza o fontina)
  • 6 foglie di basilico
  • sale e pepe
  • olio di semi (arachide)
  • uno spicchio d’aglio.
Preparazione:
Fate un soffritto leggero con un cucchiaio di olio e 3 cucchiai di acqua e fate soffriggere l’aglio. Tagliate le melanzane a cubetti e fatele cuocere con l’olio, l’acqua e l’aglio. Asciugate l’olio in eccesso e salatele, tagliate poi il formaggio a fette spesse circa mezzo centimetro, poi tagliate anche il rotolo di pasta sfoglia in sei parti. Mettete al centro una foglia di basilico, il formaggio, le melanzane e un po’ di pepe. Arrotolate infine i cornetti salati partendo dalla base, chiudete bene le estremità e metteteli su una placca da forno con carta da forno. Cuocete i cornetti salati con melanzane e formaggio in forno preriscaldato a 180 gradi per circa 10 minuti. Servite i cornetti tiepidi.

Albicocche con gelato di melone

Ingredienti per 4 persone:

  • Per decorare
    – mandorle in scaglie
    – biscotti secchi
    – menta
  • Per il gelato
    – 250 g di melone
    – 150 g di latte
    – 100 g di yogurt bianco
    – 60 g di zucchero
    – 1 cucchiaino di anice stellato
  • Per preparare le albicocche
    – ½ bicchiere di vino bianco
    – 4 albicocche
    – ½ cucchiaio di miele
    – acqua

Preparazione: Lavate le albicocche, dividetele a metà e mettetele in una casseruola. Stemperate il miele nel vino bianco e unitelo alle albicocche. Coprite e fate cuocere, a fiamma bassa, finché la frutta diventa morbida ma non sfatta, (10-15 minuti) se necessario unite un po’ d’acqua perché non asciughi troppo. Lasciate raffreddare. Frullate il melone con lo yogurt, il latte, lo zucchero e l’anice. Trasferite il tutto nella gelatiera e preparate il gelato secondo le istruzioni. Disponete le albicocche in coppette di vetro da dolce, unite alcune palline di gelato, cospargete con le mandorle e decorate con i biscotti e la menta. Servite subito.

Fonte: ricettedellanonna.net – cucina-naturale.it – leitv.it
Immagini: ricettedellanonna.net – cucina-naturale.it – leitv.it – vitadicoppia.blogosfere.it – donnaclick.it

Sonno alterato e abitudini alimentari scorrette

Un recente studio ha dimostrato che lo spostamento in avanti degli orari del ciclo sonno veglia influenza le abitudini alimentari, la qualità dei pasti e l’assunzione calorica giornaliero.
L’orario di inizio del sonno varia largamente tra gli indiviui ma, nell’adulto, coincide generalmente con la mezzanotte. Tuttavia una significativa percentuale della popolazione tende ad addormentarsi abitualmente ad ore più tarde, intorno alle 3 di notte o oltre.
La perturbazione cronica del ciclo del sonno può avere ripercussioni deleterie sulla fisiologia corporea e la salute psicologica compromettendo la produttività e le relazioni sociali durante il giorno.
Ultimamente sta divenendo sempre più evidente che il “disallineamento” fra gli orari del sonno e i ritmi circadiani (un ritmo circadiano è un ritmo caratterizzato da un periodo di circa 24 ore; i ritmi circadiani sono importanti per determinare i modelli di sonno e veglia di tutti gli animali, inclusi gli esseri umani) può causare disfunzioni cardio-metaboliche. Allo stesso modo, verrebbe influenzato il comportamento alimentare e si avrebbe una maggiore predisposizione al sovrappeso.
Infine, la preferenza per l’attività notturna favorisce abitudini scorrette come il fumo e il consumo di caffeina ed alcool.

In breve, nello studio sono stati reclutati 50 volontari istruiti a registrare l’orario, il luogo, il tipo, le quantità dei cibi e delle bevande consumati durante la giornata. Inoltre, i partecipanti indossavano al polso un dispositivo per il monitoraggio attigrafico della durata e degli orari del ciclo del sonno.
Gli individui con l’abitudine a “fare le ore piccole” presentavano una durata del sonno globalmente più breve, indicavano una preferenza per le attività notturne e riportavano sintomi depressivi. Questi soggetti consumavano pasti più ravvicinati e le loro diete includevano meno della metà delle porzioni di frutta e verdura e quasi il doppio di cibi fast-food e bevande caloriche rispetto ai soggetti con orari normali.
Il ciclo ritardato del sonno era associato ad una minore assunzione di calorie prima delle 9 di mattina ma ad una significativamente più elevata dopo le otto di sera.
Il dato più importante dello studio è stato che il consumo di calorie dopo questo orario correlava con il valore indice di massa corporea (BMI) dei partrecipanti, indipendentemente dall’età e dall’orario di inizio e durata del sonno.

Fonte: Kelly G. Baron, Kathryn J. Reid, Andrew S. Kern Obesity (2011) 19; 7, 1374-1381 – obesita.it
Immagini: lagravidanza.net – zeusnews.it  – dietagratis.it

Ricette con i ceci

Pasta fredda con ceci e pomodori

Ingredienti per 2 persone:

  • 160 g Pasta corta
  • 80 g Ceci secchi
  • 500 g Pomodori maturi
  • Un mazzettino di erba cipollina fresca
  • Qualche foglia di basilico fresco
  • Una foglia di alloro secco
  • Due cucchiai di olio extravergine d’oliva

Preparazione:

La sera prima, reidratate i ceci. Mettete i ceci secchi in una zuppiera adeguata e copriteli abbondantemente di acqua fredda. Lasciateli a bagno per almeno 10-12 ore.
Il giorno dopo, cuocete i ceci. Sciacquate i ceci, trasferiteli in una pentola e copriteli di acqua. Portate a bollore, schiumate, abbassate la fiamma e proseguite la cottura per circa un’ora o fino a quando i ceci sono teneri. Evitate che i ceci rimangano scoperti.  Scolateli e fateli raffreddare.
Preparate i pomodori e l’erba cipollina. Pelate i pomodori, eliminate i semi e l’acqua di vegetazione (se sgradita) e tagliateli in tocchetti. Trasferiteli in un zuppiera insieme ai ceci.
Mondate, lavate e tritate l’erba cipollina. Aggiungetela agli altri ingredienti nella zuppiera. Versate l’olio, regolate di sale e mescolate.
Cuocete la pasta. Cuocete la pasta al dente in abbondante acqua salata. Scolatela, raffreddatela sotto il getto di acqua corrente fredda e scolatela di nuovo molto bene. Allargatela in modo che si asciughi velocemente. Trasferite la pasta nella zuppiera e mescolate.
Per un risultato migliore aspettate almeno un’ora prima di servirla.

INSALATA ESTIVA

Insalata di ceci e melanzane

Ingredienti per 4 persone:

  • 2 melanzane
  • 200 g ceci lessati
  • menta, prezzemolo, basilico, maggiorana e timo
  • 2 spicchi di aglio fresco
  • olio extravergine di oliva
  • sale
  • peperoncino piccante

Preparazione:

Spuntare e lavare le melanzane. Tagliarle a tocchetti e farle cuocere in un tegame con l’olio per 15 minuti circa. Devono risultare tenere e dorate. Salare. Sbucciare l’aglio e tritarlo finemente. In una ciotola aggiungere i ceci sgocciolati, le erbe sminuzzate, l’aglio, le melanzane, un po’ di peperoncino e condire con abbondante olio evo. Aggiustare di sale e mescolate delicatamente. Coprire la ciotola con pellicola trasparente e riporre i frigo.

Farinata di ceci

Ingredienti:

  • 900 ml  di acqua
  • 300 g di farina di ceci
  • 1/2 bicchiere di olio extravergine di oliva
  • Sale e pepe

Preparazione:

Mettete in una terrina la farina nella classica forma a fontana e versate al centro, un pò alla volta, l’acqua. Mescolate il tutto per bene facendo attenzione ai grumi, fino ad ottenere un composto liquido e omogeneo, che lascerete riposare, mescolando di tanto in tanto, dalle  4-5 ore, fino ad arrivare alle 10 ore, coperto con un coperchio e fuori dal frigorifero. Trascorso il tempo necessario, è probabile che si sarà formata della schiuma in superficie: toglietela con un mestolo forato. Aggiungete al composto il sale e mezzo bicchiere di olio; versate il restante olio in una teglia  antiaderente  (la tradizione prevederebbe il rame o l’alluminio), coprendone tutto il fondo. Versate dentro la teglia  il composto di ceci che farete cuocere in forno preriscaldato a 220° per circa mezz’ora fino a quando la farinata non risulti di un bel colore dorato ;  dopo, spegnete il forno e accendete il grill fino a quando la superficie della farinata non risulti di un bel colore nocciola (circa 15 minuti). Quando sarà cotta, sfornate la farinata, cospargetela di sale e pepe macinato, tagliatela a quadrati e servitela ancora calda magari con un bell’accompagnamento di verdure o aromatizzata con un trito di rosmarino e olio.

Fonte: ricette.donnatrendy.com – blog.giallozafferano.it
Immagini: ricette.donnatrendy.com – blog.giallozafferano.it – greenme.it – lastampa.it

Fibre e legumi per combattere sovrappeso e rischio cardiovascolare

Le diete a ridotto contenuto in carboidrati possono essere sostituite da un’alimentazione ad elevato apporto di fibre, specialmente se derivanti da legumi: l’impatto sulle dinamiche corporee sarebbe infatti simile e i benefici per il sistema cardiovascolare addirittura superiori.
Lo rivela un recente studio condotto dai ricercatori del dipartimento di scienze della nutrizione della Loma Linda University in California.
I pasti  ricchi in fibre sono infatti particolarmente indicati nella lotta al sovrappeso poiché permettono di stimolare il senso di sazietà limitando l’assunzione di cibo.

Nello studio gli autori hanno confrontato gli effetti delle due strategie alimentari assegnando casualmente una gruppo di partecipanti ad una dieta ricca in fibre, prevalentemente legumi, oppure ad un’altra a basso contenuto in carboidrati. In totale, oltre 120 individui di entrambi i sessi obesi hanno preso parte allo studio. Dopo 16 settimane di trattamento la riduzione media del peso corporeo era simile nei due gruppi (4,1 Kg nel gruppo destinato alla dieta ricca in fibre e 5,2 in quello a basso contenuto in carboidrati).
Tuttavia, il profilo lipidico dei partecipanti risentiva fortemente del tipo di dieta.
Solamente tra coloro destinati alla dieta ricca in fibre era possibile registrare una riduzione dei livelli di colesterolo LDL e del colesterolo totale. Infine, a un anno di distanza dall’inizio del trattamento i partecipanti del gruppo a basso consumo di carboidrati presentavano una maggiore capacità di mantenere il peso raggiunto, anche se coloro destinati al consumo di fibre mantenevano profili lipidici più salutari.

Fonte: Tonstad S, Malik N, Haddad E. J Hum Nutr Diet. 2013 Apr 30. – obesita.it
Immagini: dietafit.it – mestieredimamma.it