Svezzamento precoce e rischio di sovrappeso

Lo svezzamento precoce può determinare una maggiore suscettibilità del bambino allo sviluppo del sovrappeso infantile, tuttavia non è possibile stabilire un’età più indicata nella quale apportare le modifiche alimentari.

È questa la conclusione di un’analisi condotta dai ricercatori inglesi del dipartimento di scienze della nutrizione della University of Nottingham. Secondo le linee guida dell’organizzazione mondiale della medicina, l’allattamento deve rappresentare l’unica forma di alimentazione del bambino fino ai sei mesi dalla nascita e possibilmente protrarsi fino a due anni di età.

L’introduzione di alimenti complementari può iniziare ai sei mesi di età ed avvenire in forma progressiva e si ritiene che un passaggio inappropriato a questa fase alimentare possa essere una causa dello sviluppo dei disordini del peso corporeo nella primissima infanzia. Lo studio ha analizzato i risultati di numerose indagini recuperate sui principali database di letteratura scientifica, valutando la relazione tra l’età di introduzione di cibi solidi e disordini corporei.

21 studi dimostravano che lo svezzamento ad un’età inferiore a 3 mesi, 4 mesi e 20 settimane correlava con un indice di massa corporea (BMI) superiore durante l’infanzia. Uno studio, infine, dimostrava una relazione tra un’età di svezzamento inferiore a 15 settimane e l’accumulo di grasso corporeo.

Per quanto non sia emersa un’età precisa prima della quale è decisamente sconsigliabile evitare l’introduzione di cibi solidi per prevenire il sovrappeso infantile, i ricercatori hanno concluso che sarebbe meglio non apportare modifiche prima dei 4 mesi, e in generale più è ritardata l’interruzione dell’allattamento e meglio risulta essere per la salute del bambino.

Leggi anche:
I fabbisogni nutritivi durante l’allattamento

Fonte: Pearce J, Taylor MA, Langley-Evans SC, Int J Obes (Lond). 2013 May 27 – obesita.it
Immagini: kidzone.blogosfere.it – corriere.it – esseredonnaonline.it – style.it

Melanzane con pomodorini e olive

 Ingredienti per 4 persone

  • 5 melanzane lunghe
  • 15 pomodorini piccadilly
  • 50 g di olive nere di Gaeta
  • olio extra vergine di oliva
  • sale
  • origano
  • basilico

Preparazione

1. Lavare le melanzane e tagliarle in due per la lunghezza. Con la punta di un coltello fare dei tagli sulla parte interna della melanzana e appoggiare in una ciotola. Spolverare con abbondante sale fino.

2. Riempire la ciotola con acqua fredda e coprire con carta da cucina. Lasciarle per almeno 1 ora, affinchè possano perdere parte del liquido amarognolo.

3. Passato il tempo, sciacquarle sotto l’acqua corrente e strizzarle. Metterle in una padella aggiungere i pomodorini tagliati in piccoli pezzi, un pizzico di sale, l’origano, il basilico, le olive e due tre cucchiai di olio. Per non farle friggere e avere una cottura più leggera aggiungo circa 1/2 bicchiere d’acqua, coprire e cuocere a fiamma media per 20- 25 minuti.

Ricetta di Lucia, Roma

Dieta per i gruppi sanguigni: nessun beneficio clinico

Nessun beneficio per le diete basate sull’appartenenza al gruppo sanguigno. Questa la conclusione di una recente revisione sistematica della letteratura scientifica condotta dalla Croce Rossa delle Fiandre, Belgio. Nonostante questa dottrina abbia goduto di un particolare interesse negli ultimi dieci anni, la maggior parte degli studi condotti non ha fornito evidenze di un significativo impatto benefico sulla salute né contro il rischio di sviluppare patologie croniche.

In totale, gli autori hanno selezionato 16 articoli tra oltre 1400 referenze incontrate sui database Cochrane Library, MEDLINE ed Embase. Nell’esaminare i risultati degli studi i ricercatori non hanno potuto rispondere alla seguente domanda: può un tipo particolare di dieta studiato per le persone appartenenti ad uno specifico gruppo sanguigno favorire la condizione di salute tra coloro che adottano questo tipo di alimentazione rispetto a coloro che non aderiscono? Le pubblicazioni analizzate, infatti, investigavano unicamente le differenze nell’impatto di una dieta a basso contenuto di grassi sui livelli di lipoproteine a bassa densità tra gli individui appartenenti a diversi gruppi sanguigni.

Nessun supporto scientifico, dunque, fino ad ora per questo tipo di diete. Tuttavia, gli investigatori non hanno escluso che studi più accurati potrebbero rivelare un’efficacia ristretta ad alcuni parametri metabolici, ma questo richiederebbe il confronto di gruppi appartenenti allo stesso gruppo sanguigno e, possibilmente campioni di studio decisamente più vasti.

Fonte: Cusack L, De Buck E, Compernolle V et al. Blood type diets lack supporting evidence: a systematic review. Am J Clin Nutr. 2013 May 22 – obesita.it
Immagini: starebeneitalia.com – guidaconsumatore.com – cure-naturali.it

Quinoa: proprietà e ricette

La pianta della quinoa è un’erbacea annuale originaria del Sud America che cresce ad altezze comprese tra i 1.800 e i 5.000 metri e che viene erroneamente considerata un cereale; in realtà la quinoa è strettamente imparentata con la pianta degli spinaci e delle barbabietole e non con la famiglia delle graminacee come il frumento.

La quinoa contiene tutti i 9 aminoacidi essenziali necessari al funzionamento del nostro organismo (istidina, isoleucina, leucina, lisina, metionina, fenilalanina e triptofano), presentando nel complesso un buon equilibrio tra proteine e carboidrati. Il suo contenuto proteico è superiore a quello di riso, miglio e grano.
E’ inoltre un’importante fonte di riboflavina (vitamina B2), ritenuta in grado di ridurre la frequenza degli attacchi di emicrania e di favorire i processi metabolici delle cellule muscolari e cerebrali.
La quinoa non contiene glutine e può essere consumata con tranquillità da chi soffre di celiachia. Oltre ad alcune vitamine del gruppo B, la quinoa contiene vitamina C e vitamina E, che svolge un’importante funzione protettiva nei confronti dell’apparato circolatorio e dei tessuti corporei, grazie alla sua capacità di contrastare i radicali liberi.

Si raccomanda di sciacquare la quinoa prima di passare alla sua cottura, al fine di eliminare le tracce di saponine presenti sui suoi chicchi. Ciò permetterà che i chicchi di quinoa non conservino un sapore amaro.

Esistono tre maggiori varietà di quinoa, che si contraddistinguono per il colore dei loro chicchi: rosso, giallo o nero. Tutte e tre le varietà possono essere utilizzate per la preparazione di pietanze sia dolci che salate, in quanto il gusto della quinoa si adatta tranquillamente a sposarsi con gusti differenti.

quinoa tris

La durata della cottura può variare dai 10 ai 15 minuti. La cottura deve avvenire in acqua pari almeno al doppio del volume dei chicchi, con lo stesso procedimento che si utilizzerebbe per la pasta.

  • La quinoa può essere scolata e condita a piacere, con olio e i propri ingredienti preferiti. Sono ottimi gli abbinamenti della quinoa con le verdure e con i legumi.
  • Con i chicchi di quinoa già cotti possono essere preparate delle crocchette o dei burger vegetali.
  • Possono inoltre essere utilizzati per il ripieno di verdure come pomodori, peperoni e zucchine.
  • Per quanto riguarda le pietanze dolci, la quinoa può essere utilizzata per la preparazione di biscotti o abbinata a della frutta secca o essiccata, come ad esempio uvetta e nocciole, per ottenere dei piccoli dessert al cucchiaio.
  • I chicchi di quinoa già cotti possono essere aggiunti al muesli della colazione. Si trovano inoltre in commercio nei negozi di prodotti biologici dei fiocchi di quinoa, ricchi di fibre e privi di dolcificanti aggiunti, adatti ad essere utilizzati per la colazione.
  • I chicchi di quinoa sono infine ottimi aggiunti alle zuppe.

Insalata estiva alla quinoa

  • quinoa150 grammi di quinoa
  • 1 peperone verde
  • 1 cetriolo
  • 2 carote
  • 1 zucchina
  • Olio extravergine d’oliva
  • Succo di limone
  • Sale marino grosso
  • Origano

Ricetta per due persone. Lessate la quinoa in acqua salata come di consueto. Scolatela e passatela sotto l’acqua fredda come fareste per la preparazione di un’insalata di riso. Tagliate il cetriolo a tocchetti, le carote a filini, il peperone a listarelle e la zucchina a cubetti. Tutte le verdure potranno essere aggiunte alla quinoa direttamente a crudo. Condite con olio d’oliva, succo di limone e origano.

Frittelle veloci di quinoa, patate e carote 

Fate cuocere 150 gr di quinoa e aggiungetela in una ciotola con due uova, 1 patata grattugiata, 1 carota grattugiata e 2 cucchiai di formaggio di latteria fesco grattugiato: salate e pepate e versatene un cucchiaio in una pentola molto calda con un filo di olio.

Insalata di crocchette con quinoa 

Ricetta di Marco Bianchi
polpettinequinoa

Ingredienti per 4 persone

  • 120 g di quinoa
  • 1 peperone rosso
  • 1 peperone giallo
  • 2 gambi di sedano
  • 1 cetriolo
  • 1 cipolla rossa
  • pane integrale
  • 2 limoni
  • una manciata di mandorle tritate
  • olio extravergine di oliva
  • curry
  • sale
  • pepe

Tagliate il pane a fette dello spessore di ½ cm. Riscaldate una piastra e solo quando sarà ben calda iniziate a grigliare le fette di pane. Appena è colorato toglietelo dalla piastra.Cuocete la quinoa in acqua bollente (2 tazze di acqua per 1 tazza di quinoa) e leggermente salata per circa 20 minuti.Nel frattempo tagliate il cetriolo a losanghe senza sbucciarlo e il resto delle verdure a cubetti, eccetto la cipolla rossa, che affetterete finemente.Una volta cotta, scolate la quinoa e lasciatela raffreddare: metà la sgranerete per bene con le mani velate di olio extravergine di oliva, la restante metà frullatela con il frullatore a immersione. A questa seconda metà aggiungete 1 cucchiaio di curry e 4 cucchiai di olio e con le mani ricavatene delle polpettine. Passatele quindi velocemente in una padellina antiaderente e ben oliata fino a doratura. Preparate l’insalata miscelando per bene tutte le verdure tra loro con la quinoa sgranata e conditela con il succo dei limoni, sale, pepe e olio. Servitela accompagnandola con il pane integrale tostato e le polpettine di quinoa al curry. Se vi piace, un trito di salvia e timo vi regala olii importanti per la salute e un profumo che vi apre i polmoni.

Biscotti alla quinoa con miele e arancia

Ingredienti
  • 150 gr di farina
  • 70 gr di quinoa
  • 50 ml di olio
  • 1 arancia
  • tre cucchiai di miele
  • 30 gr di zucchero di canna

Incominciate dalla cottura della quinoa: versatela in abbondante acqua bollente e lasciatela cuocere fino a quando i suoi chicchi saranno morbidi. Setacciate la farina e mescolatela con lo zucchero di canna: aggiungete quindi la quinoa scolata e lasciata raffreddare. Lavorate l’impasto con le mani e aggiungete l’olio, il succo e la buccia grattugiata dell’arancia e i cucchiai di miele. Impastate fino a quando avrete un composto omogeno: avvolgetelo in un panno e lasciatelo riposare per circa 30 minuti. Dategli quindi la forma cilindrica con un diametro di circa 5 centimetri: infornate per circa 20 minuti a 170 gradi.

Fonte: greenme.it – imagnifici20.it – leitv.it
Immagini: greenme.it – unric.org – thetasterevelation.com

10 modi per rendere il barbecue più salutare

Coloro che amano i cibi cotti alla griglia potrebbero essere colti da alcuni dubbi riguardo alla salubrità di tale metodo di preparazione degli alimenti. Gli amanti delle grigliate potrebbero trovare utili i suggerimenti in proposito che giungono da parte della dottoressa Michelle Schoffro Cook, esperta di medicina naturale di fama internazionale.

1) Fiammate improvvise. E’ necessario innanzitutto porre attenzione alle fiammate improvvise che potrebbero provenire dalla griglia. E’ proprio ad esse che infatti viene imputata la capacità di bruciacchiare ed annerire il cibo, un aspetto che è a propria volta correlato alla formazione di sostane cancerogene.

2) Cottura a basse temperature. Viene consigliata una cottura a temperature che possano essere considerate da medie a basse. Quando alimenti come la carne vengono infatti riscaldati a temperature eccessivamente alte od entrano in contatto con le fiamme, avviene la formazione di composti considerati cancerogeni. Si tratta delle ammine eterocicliche (HCA) e degli idrocarburi policiclici aromatici (IPA o PAH).

3) Marinatura. Sia per la carne rossa che per il pollame la dottoressa consiglia di effettuare una marinatura utilizzando olio d’oliva e succo di limone. Secondo alcune ricerche, infatti, questi due ingredienti sono in grado di ridurre la formazione di sostanze cancerogene fino al 99% nel corso della cottura, contribuendo a mantenere gli alimenti umidi.

4) Alimenti da preferire. L’esperta suggerisce di preferire alimenti naturalmente a basso contenuto di grassi, come le verdure, i tagli magri di carne rossa, la carne di pollo o il pesce. Le sostanze cancerogene di cui sopra (HCA e IPA) si formano infatti principalmente quando i grassi vengono riscaldati ad alte temperature o vengono toccati dalle fiamme ed emettono fumo. I cibi a basso contenuto di grassi riducono quindi la formazione di sostanze cancerogene.

5) Grassi in eccesso. Nel caso ci si trovi in presenza di tagli di carne che presentino elevate quantità di parti grassi ben visibili, risulta consigliabile procedere nell’eliminare le stesse, proprio per via delle motivazioni espresse al punto precedente.

6) Erbe aromatiche. L’aggiunta di erbe aromatiche agli alimenti preparati alla griglia contribuisce a ridurre il rischio di cancro. Tra tali erbe aromatiche troviamo basilico, menta, rosmarino, timo, origano e salvia. Secondo gli scienziati del Food Safety Consortium della Kansas State University, infatti, l’impiego di tali erbe aromatiche riduce drasticamente la formazione della sostanza cancerogena HCA. L’esperta consiglia di utilizzare erbe aromatiche preferibilmente fresche prima nella marinatura e poi durante la cottura.

7) Cottura delle verdure. Per quanto riguarda la cottura delle verdure sulla griglia, è consigliabile che essa non si prolunghi per troppo tempo, in quanto a causa del calore la vitamina C e le vitamine del gruppo B si degradano piuttosto rapidamente.

8) Verdure anticancro. Una delle migliori opzioni per abbassare il potenziale cancerogeno della cottura alla griglia consiste nell’accompagnare il consumo di carne con abbondanti contorni di verdure, non necessariamente cotte alla griglia, che potranno arricchire il pasto di un maggior numero di nutrienti benefici, oltre che di fibre.

9) Includere le crucifere. Nel menù della vostra grigliata non dimenticate di includere le crucifere. Una nuova ricerca, che porta il titolo di “Cruciferous vegetables: dietary phytochemicals for cancer prevention“, mostra infatti come le crucifere contengano sostanze anticancro protettive nei confronti di HCA e PAH. Tra le crucifere troviamo i broccoli, i cavolfiori, i cavolini di Bruxelles ed il cavolo cappuccio.

10) Pulizia del barbecue. Il barbecue deve essere pulito ogni volta sia dopo che prima dell’uso, in modo tale da rimuovere eventuali rimasugli di cibo bruciacchiati che possono provocare la formazione di radicali liberi, legati all’invecchiamento prematuro ed al danneggiamento dei tessuti del nostro organismo.

Fonte: Wellme.it
Immagini: buttalapasta.it – ricettablog.it – quivienna.com – tripadvisor.it – pianetadonna.it

10 cose da sapere sulle allergie

Quattro italiani su dieci soffrono di una qualche forma allergica. E le cifre sono in costante aumento.

“Molto spesso le allergie – diceil presidente Siaic (Società italiana di allergologia e immunologia clinica) Massimo Triggiani – possono degenerare in shock anafilattico, soprattutto in pazienti in cui si sono presentati precedentemente piccoli segnali premonitori, come orticaria o angioedema, che non sono stati riconosciuti in tempo: e’ per questo che occorre essere consapevoli che un consulto dall’allergologo puo’ prevenire forme gravi”.

Ecco un decalogo con le cose essenziali da sapere sulle allergie, per prevenirle e conviverci al meglio:

  1. Le allergie nell’ultimo ventennio sono più che raddoppiate, ne soffrono ben 4 italiani su 10;
  2. Sono comuni a tutte le età;
  3. Peggiorano la qualità di vita, causando una diminuzione della produttività scolastica o lavorativa con rilevanti costi sociali. E quelle più gravi possono anche essere fatali;
  4. Si possono diagnosticare precocemente e correttamente in modo da iniziare il più presto possibile la terapia;
  5. Esistono terapie efficaci per controllarle, con farmaci sicuri e scarsi effetti collaterali;
  6. I “vaccini” danno un effetto protettivo, anche nel caso delle allergie più gravi come quella da veleno d’insetti;
  7. Sull’etichettatura dei cibi conservati vige una nuova normativa europea che impone la segnalazione dell’eventuale presenza di allergeni alimentari nascosti, come tracce di arachidi, nocciole, latte, uovo;
  8. Essere allergici ai farmaci non vuol dire evitare ogni tipo di terapia ma scegliere insieme al proprio allergologo i medicinali da usare attraverso test appropriati;
  9. Svolgere una regolare attività sportiva è possibile;
  10. Esistono centri di allergologia in tutt’Italia: presso di essi è possibile effettuare corrette procedure diagnostiche e idonei approcci terapeutici.

Per quanto riguarda gli alimenti, una direttiva europea del 2004 ha imposto alle aziende l’obbligo di dichiarare eventuali tracce di 12 alimenti, che sono responsabili delle allergie più frequenti. La lista comprende il latte, l’uovo, i frutti a guscio, l’arachide e la soia, il pesce, il sedano, la senape, il sesamo, il grano, i molluschi, i crostacei e il lupino.

Leggi anche:
Raccomandazioni per la gestione del bambino allergico a scuola

Fonte: newsfarmacia.com – lettera43.it
Immagini: riservasalutare.blogspot.com – vitadaallergico.it – chefitalianinelmondo.wordpress.com

I figli mangiano come i genitori

Utilizzando un campione rappresentativo di oltre 2.300 bambini scozzesi di 5 anni, è stato condotto uno studio allo scopo di approfondire in che misura la famiglia possa interferire sul pasto e sul regime alimentare abituale.

Si procedeva con interviste a bambini e genitori, atte a esplorare dove, quando e con chi, i bambini mangiavano abitualmente e su quanto il godimento percepito del pasto potesse influenzare la qualità della loro dieta, tenendo conto di alcuni indicatori materni che potrebbero influire, sia sui rituali del pasto, sia sulle preferenze di gusto. I dati ottenuti hanno dimostrato che quasi tutti i bambini (99%) mangiavano almeno un pasto principale in famiglia. Di questi, la maggior parte (75%) ha mangiato a orari regolari con uno o due genitori (90%). Il dato sorprendente è che il 71% ha mangiato lo stesso cibo dei genitori.

Inoltre, alcune madri (14%) hanno riferito che i pasti erano sempre molto veloci, il 19% ha lamentato che mai, o solo occasionalmente, c’era la possibilità di parlare, e un quarto ha dichiarato che i pasti non sono quasi mai, o solo occasionalmente, “buoni” per tutti i famigliari. Nella sostanza, dunque, i ricercatori ritengono che sia emerso il fattore “emulazione dei genitori” e che il contesto socio culturale familiare, specie per le madri, sia determinante nelle scelte alimentari dei bambini più piccoli.

I genitori devono dare                                            il buon esempio

È necessario intervenire prima possibile sulle cattive abitudini alimentari dei ragazzi, specie nei grossi consumatori di “cibo spazzatura” (junk food).

In un recente studio, una maggiore autorevolezza dei genitori è stata associata con comportamenti alimentari più sani, e a una migliore salute mentale e fisica, al confronto con genitori disinteressati sull’alimentazione dei figli. Gli autori ritengono, dunque, che gli interventi correttivi sulle cattive abitudini dei ragazzi debbano coinvolgere anche i genitori.

Fonti:
The positive influence of family meals on children’s food choice
http://www.eufic.org/page/it/show/latest-science news/page/LS/fftid/The_positive_influence_of_family_meals_on_childrens_food_choice/
http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/23551143
Sociol Health Illn. 2013 Apr 2. doi: 10.1111/1467-9566.12007. [Epub ahead of print]
The family meal panacea: exploring how different aspects of family meal occurrence, meal habits and meal enjoyment relate to young children’s diets.

http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/23594136
Child Care Health Dev. 2013 Apr 18. doi: 10.1111/cch.12068. [Epub ahead of print]
Cross-sectional survey of daily junk food consumption, irregular eating, mental and physical health and parenting style of British secondary school children.

Immagini: ambulatoriprivati.it – dieta.pourfemme.it – donnamoderna.com

Giornata Mondiale dell’Ambiente: lotta agli sprechi alimentari

Oltre il 30% della produzione totale destinata al consumo umano viene sprecata, tra perdite alimentari che avvengono lungo la filiera, scarti di produzione e spreco domestico. Nei Paesi industrializzati vengono gettate 222 milioni di tonnellate di cibo ogni anno, quantità sufficiente a sfamare l’intera popolazione dell’Africa Sub Sahariana (230 milioni). Solo in Europa la quantità ammonta a 89 milioni di tonnellate, ovvero a 180 kg pro-capite, e l’Italia rappresenta circa il 10% con 8,8 milioni di tonnellate: 27 Kg pro-capite che si traducono in un costo di 454 euro all’anno per famiglia. Il paradosso di 1,3 miliardi di tonnellate di cibo gettato nella spazzatura è reso ancora più intollerabile dal miliardo di persone che non ha accesso a sufficienti risorse alimentari. Il maggiore spreco domestico pro capite si registra in UK, con 110 kg a testa, seguono gli USA (109 kg) e l’Italia (108 kg), Francia (99 kg), Germania (82 kg), Svezia (72 kg). In termini economici, lo spreco medio giornaliero di una famiglia USA di quattro persone è di 4,4 dollari, sufficienti a sfamare un’intera famiglia in un Paese in via di sviluppo.

Oggi, mercoledì 5 giugno 2013, è la Giornata Mondiale dell’Ambiente e il tema è: lotta agli sprechi alimentari. La ricorrenza di questa Giornata Mondiale dell’Ambiente venne celebrata per la prima volta nel 1972, a seguito della sua proclamazione da parte della Assemblea Generale delle Nazioni Unite. Durante tale occasione prese forma il Programma Ambientale delle Nazioni Unite (UNEP). Essa è conosciuta nel mondo come World Environment Day.

Da essa si vorrebbe promuovere l’inizio di una vera e propria campagna a livello internazionale contro gli sprechi di cibo. La FAO invita dunque tutti noi ad un impegno in prima persona su tale fronte. Evitare gli sprechi alimentari significa infatti preservare le risorse naturali del nostro pianeta. L’impegno dovrebbe avvenire sia dal punto di vista personale che da parte delle aziende, le quali sono invitate a partecipare minimizzando le conseguenze sul pianeta date dai metodi industriali della produzione alimentare.

Ogni anno un terzo del cibo prodotto nel mondo viene purtroppo sprecato. Quando esso si trasforma in rifiuto, seppur ancora commestibile, tutte le risorse impiegate per la sua produzione, a partire dall’acqua e dall’energia, finiscono letteralmente in fumo. Scegliamo dunque a partire dalla giornata di oggi di porre maggiore attenzione agli eventuali sprechi alimentari che potrebbero avvenire, soprattutto per disattenzione, tra le mura domestica.

Come si impegna l’Italia nella celebrazione della Giornata Mondiale dell’Ambiente?

  • A Trieste a questa giornata viene dedicato un vero e proprio evento, con l’apertura di “Trieste ama l’ambiente”, un momento di festa in cui verranno coinvolti soprattutto i bambini con le loro famiglie ed i ragazzi delle scuole. E’ stato previsto un ricco programma composto da laboratori, incontri, mostre, installazioni e momenti educativi. Per ulteriori informazioni: retecivica.trieste.it.
  • A Bologna le giornate del 5 e del 6 giugno sarano dedicate alla lotta agli sprechi alimentari, con la presentazione del libro “Vivere a spreco zero” di Andrea Segrè, fondatore di Last Minute Market e promotore della campagna europea “Un anno contro lo spreco”. La presentazione del libro avverrà a Bologna, nella giornata di oggi, alle ore 18, presso la libreria Feltrinelli.
  • A Torino la Giornata Mondiale dell’Ambiente avrà al proprio centro la chiusura di Cinemambiente, che sarà ospitata presso il Cinema Massimo questa sera, alle ore 20.30. Vi sarà inoltre un’importante appuntamento riguardante la situazione economica, politica, culturale e sociale, che vedrà la partecipazione di Serge Latouche. L’incontro è ospitato alle ore 16 presso la Fabbrica delle E di corso Trapani 95. Esso porterà il titolo di “A proposito di crisi: crescere o decrescere?”. Per il programma completo degli incontri torinesi è possibile consultare il sito web ecodallecitta.it.
  • In Sicilia la Giornata Mondiale dell’Ambiente viene celebrata in collaborazione con Arpa, con iniziative che si svolgeranno all’interno delle nove strutture dell’Agenzia regionale per la protezione dell’ambiente. A Palermo, ad esempio, docenti e studenti avranno la possibilità di partecipare ad attività di educazione ambientale all’interno di un laboratorio di biologia marina.
  • Milano la Giornata Mondiale dell’Ambiente rappresenta l’occasione per sostenere una campagna di sensibilizzazione per il rispetto degli spazi che ci circondano, nata per dire “Basta ai mozziconi a terra”.
  • La Liguria celebrerà la Giornata Mondiale dell’Ambiente dal 5 al 9 giugno grazie alle numerose iniziative organizzate da parte di Arpal, l’agenzia regionale per la protezione dell”ambiente ligure, tra biciclettate, cortometraggi ed incontri contro gli sprechi.

Fonte: greenme.it – barillacfn.com
Immagini: ambienteambienti.com –  barillacfn.com – ingusto.it