Vitamina E: un alleato per il cuore degli ex fumatori

Se avete smesso di fumare vi farà comodo sapere che alcuni alimenti ricchi di vitamina E possono essere dei validi alleati per dare finalmente un po’ di sollievo alla vostra circolazione sanguigna, certamente provata da anni di tabagismo.
A sostenere questo è una ricerca condotta dall’Ohio State University e presentata recentemente dall’autore di punta Richard Bruno al convegno di Biologia sperimentale di Boston. Il team di ricercatori ha preso in esame due gruppi di volontari che hanno smesso di fumare per una settimana: al primo veniva fatta assumere una particolare forma di vitamina E (gamma-tocoferolo) all’altro no.
Al termine dello studio, i ricercatori hanno evidenziato come la funzione vascolare era migliorata nel complesso del 2,8%, semplicemente smettendo di fumare ma in più chi aveva assunto vitamina E, aveva ottenuto un ulteriore +1,5% nel recupero della funzione. Sintetizzando, il gruppo che aveva assunto la vitamina, aveva registrato una diminuzione del rischio cardiovascolare del 19% dato che aumentando del 1% la funzione vascolare si riduce del 10% il rischio di incorrere in problemi.
Il dottor Bruno, a proposito della sua scoperta, ha dichiarato: “Ci auguriamo di poter sviluppare una terapia per combinare la cessazione del fumo con un’assunzione di vitamina E per accelerare il ripristino della funzione vascolare e ridurre il rischio cardiovascolare“.

A proposito di Vitamina E…

La vitamina E, o tocoferolo, è una vitamina liposolubile, cioè che si scioglie nei grassi. Esistono 8 tipi diversi di composti di vitamina E (alfa, beta, gamma, delta-tocoferolo ed alfa, beta, gamma, delta-tocotrienolo). La tipologia più presente in natura è l’alfa-tocoferolo. È anche quella che presenta l’attività biologica più elevata.
La principale funzione della vitamina E è la sua capacità antiossidante: protegge le membrane delle cellule dell’organismo sequestrando i radicali liberi ed impedendone la propagazione. La vitamina E agisce in sinergia con gli altri sistemi di difesa antiossidante dell’organismo (sistemi enzimatici, sistema di rigenerazione…). Oltre alla sua azione antiossidante, la vitamina E svolgerebbe un ruolo importante nell’aggregazione delle piastrine, aiutando ad evitarne una eccessiva, e nei processi infiammatori.

Fonti nutritive delle verdure e di altri prodotti alimentari (Fonte Ciqual)
Essendo liposolubile, la vitamine E si trova principalmente nelle sostanze grasse e le fonti più importanti sono di tipo vegetale: olio e margarina, frutti oleosi, germi di cereali. Frutta e verdura rappresentano la seconda fonte di vitamina E. Anche se i loro quantitativi di vitamina E non sono particolarmente elevati (tra 1 e 1,8 mg/100 grammi per quelli più ricchi) la quantità delle porzioni consumate (si mangiano 10 g di olio e tra i 100 e 200 g di verdure) ne fanno una fonte non del tutto trascurabile: frutta e verdura apportano tra il 12 e il 18% di vitamina E.
La vitamina E è poco sensibile al calore ma al contrario lo è molto alla luce e all’ossigeno. È dunque preferibile conservare i prodotti alimentari ricchi di vitamina E al riparo dalla luce e in un recipiente ben chiuso.

Leggi anche:
“World Pistacchio Day”: ecco tutti i benefici

Fonte: Fondazione L. Bonduelle – WellMe
Immagini: leiweb.it – omnama.it – my-personaltrainer.it – fashionflavorscooking.blogspot.com

Mango: un possibile aiuto per ridurre glicemia e rischio di cancro

Il mango è un frutto esotico molto amato che si trova oggi nuovamente al centro dell’attenzione da parte del mondo scientifico.
In modo particolare, il mango, grazie alle sostanze benefiche in esso presenti, avrebbe effetti positivi nella riduzione dell’infiammazione dell’organismo, uno stato ormai correlato a numerose malattie, compreso il cancro, oltre che nel controllo degli zuccheri nel sangue, cioè della glicemia, le cui alterazioni vengono connesse a patologie come il diabete.
Il mango è stato dichiarato da parte degli esperti come un vero e proprio toccasana per la salute, soprattutto per via del suo contenuto di vitamine, antiossidanti e sali minerali.

Lo studio in questione è stato condotto da parte dei ricercatori della Oklahoma State University, negli Stati Uniti. Ai partecipanti è stato richiesto di assumere quotidianamente, per un lasso di tempo pari a dodici settimane, 10 grammi di mango essiccato, corrispondenti a 100 grammi di mango fresco.
Prima, durante ed a seguito dello studio, sono state eseguite delle analisi del sangue sui partecipanti, dalle quali è emerso come i livelli ematici (nel sangue) di zucchero, sia negli uomini che nelle donne, siano risultati inferiori a seguito dell’esperimento che ha avuto al centro l’assunzione di mango.
Lo studio, condotto su soggetti obesi di sesso maschile e femminile, confermerebbe quanto rilevato in precedenza da parte degli esperti su modello animale per quanto concerne il miglioramento della glicemia. A detta dei ricercatori, gli effetti del mango sulla glicemia necessiteranno di ulteriori studi di approfondimento.
Il merito dell’azione benefica del mango sul nostro organismo sarebbe da attribuire in maniera particolare ai composti polifenolici in esso presenti. Un’ulteriore studio, condotto su cellule in vitro, ha portato i ricercatori ad osservare gli effetti dei polifenoli contenuti nel mango sulle cellule cancerose e non cancerose. Queste proprietà antitumorali sarebbero dovute alla presenza di una sostanza antiossidante chiamata “lupeol“, il cui effetto benefico pare si esplichi soprattutto nei confronti del pancreas.
Nonostante si ritengano necessari ulteriori ricerche d’approfondimento, gli esperti appaiono fiduciosi riguardo agli effetti del mango sulla riduzione dell’infiammazione sia nelle cellule non cancerose che cancerose, ribadendo come tale frutto possa essere considerato dalle buone qualità. I risultati di entrambe le ricerche sono stati presentati presso il Federation of American Societies for Experimental Biology di Boston.
Per non finire, grazie al suo alto contenuto di sostanze oligominerali il mango è un frutto con proprietà leggermente lassative e diuretiche; rappresenta quindi un alimento molto adatto per chi ha problemi di stitichezza e di ritenzione idrica.

Fonte: WellMe – mr-loto.it
Immagini: benessereblog.it – pinkberry.com – globalbhasin.blogspot.com

Banana: ottimo frutto tropicale

Come molti altri frutti tropicali, la banana non ha una prominente stagionalità. Arriva sulle nostre tavole da terre lontane, situate lungo  la fascia climatica compresa tra i due tropici. Il trasporto avviene di norma via nave, in celle frigorifere, spesso dotate di atmosfera controllata, per prolungarne la conservazione .
Il banano, grazie alle sue proprietà, oltre che per il suo frutto, è una pianta impiegata anche per altri utilizzi. Le fibre di cui sono ricche le foglie servono per produrre carta, tela e cordami. Le foglie stesse sono utilizzate per la copertura di capanne.
Studi condotti in Irlanda, i cui risultati sono pubblicati sull’International Journal of Cancer, dimostrano che il regolare consumo di banane sia positivamente relazionato con una riduzione dell’incidenza del tumore renale.
La banana contiene alti quantitativi di antiossidanti e tra l’altro, aiuta ad abbassare la pressione sanguigna, regolare le funzioni cardiache e provvedere alla salute delle ossa e della vista.
La popolarità della banana, grazie alle sue proprietà e benefici, è indiscussa e universale. La banana è tra i cibi più consumati del pianeta, subito dopo i cereali. L’apporto energetico della banana, una volta consumata, è immediato; non a caso è considerata una dei carburanti maggiormente efficienti per il nostro organismo, grazie agli zuccheri, agli amidi e alle fibre. Il risultato è un’energia costante e nessuna sensazione di buco allo stomaco per molte ore. La banana è molto indicata anche 40-50 minuti dopo l’attività fisica per ridare vigore ai muscoli.

La banana è utile per…

Pressione Arteriosa
Le banane hanno un contenuto molto elevato di potassio, ma molto basso in sale, rendendole l’alimento perfetto per aiutare a vincere l’ipertensione. Le note proprietà benefiche della banana hanno fatto si che la “U.S. Food and Drug Administration” degli Stati Uniti stessa promuova questo frutto per prevenire malattie quali ipertensione arteriosa e ictus.
Secondo uno studio pubblicato sul “The New England Journal of Medicine”, l’assunzione regolare di banane, ridurrebbe fino al 40% il rischio di ictus.

Ulcera
La banana è uno dei pochi frutti che è possibile mangiare quando si soffre di ulcera cronica. Inoltre riduce l’acidità e il senso di irritazione.

Anemia
Le banane hanno un buon quantitativo di ferro e stimolano la produzione di emoglobina, migliorando la condizione di chi soffre di anemia.

Transito intestinale
Per l’alto contenuto di fibre, mangiare regolarmente banane aiuta a ripristinare il corretto funzionamento dell’intestino migliorando così il transito intestinale ed evitando l’assunzione di lassativi.

Depressione
Una ricerca ha dimostrato che dopo aver mangiato una banana, le persone che soffrono di depressione, si sentono meglio. Questa proprietà delle banane si deve attribuire alla presenza di triptofano.

Sistema Nervoso
Le banane sono ricche di vitamine del complesso B e magnesio che sono elementi noti per il loro effetto calmante sul sistema nervoso.

Stress
Il potassio e il magnesio sono minerali essenziali che aiutano a normalizzare il ritmo cardiaco, a regolare l’invio di ossigeno al cervello e il bilancio idrico. Quando siamo stressati, il nostro indice metabolico aumenta, riducendo i nostri livelli di potassio e magnesio. Mangiare una banana è il miglior modo per reintegrare questi minerali indispensabili.

Frullato di banana e mandorle
Fonte: mr-loto.it – megliosapere.info
Immagini: onetribewellness.com – freshplaza.it – stevesfrozenchillers.com – thecurrent.org

“NutriAmo: l’amore per la salute inizia a tavola” in un contest su Instagram

nutriamo nuovoÈ iniziato ieri un contest su Instagram dal titolo “NutriAmo“, nato dall’idea di condividere la mia passione per l’alimentazione e la salute favorita da scelte alimentari sane ed equilibrate.

Tutti coloro che vogliono partecipare devono semplicemente condividere sul proprio profilo di Instagram la fotografia dimostrativa con il titolo “NutriAmo” ed iniziare a pubblicare fotografie con il tema “Alimentazione e Salute” mettendo i tag #dietistasaraparis e #NutriAmoOgni partecipante può pubblicare un numero illimitato di fotografie.

Tutte le foto che, entro il 10 maggio 2013, verranno pubblicate secondo le regole del contest, saranno tenute in considerazione e soltanto 3 verranno candidate alla scelta della foto vincitrice.
Il 10 maggio verranno pubblicate le foto e i nominativi dei 3 candidati: si avranno 48 ore di tempo per far votare la propria foto e, al termine delle 48 ore, la fotografia con più “Mi piace” (su Instagram) verrà proclamata vincitrice e riceverà un piccolo premio.

Tutte le fotografie verranno pubblicate sull’album “NutriAmo” nella pagina Facebook “Sara Paris Dietista“.

Ecco alcune tra le prime foto:

collage1

collage2 collage3

Image4 Image5

400634_178096965679000_102062257_n

7 motivi per amare le barbabietole

Molti alimenti che mangiamo possono offrire inimmaginabili vantaggi per la nostra salute. È il caso della barbabietola: ecco 7 motivi che vi faranno amare quest’ottimo ortaggio!

1. Abbassano la pressione. Uno studio della Queen Mary University di Londra ha evidenziato come bere un bicchiere di succo di barbabietola al giorno sia più efficace dei farmaci nel ridurre la pressione arteriosa. Naturalmente questo non significa che, in caso di pressione alta, bisogna interrompere l’assunzione di farmaci ma che è consigliabile aggiungere una tazza di succo di barbabietole alla propria dieta.
Lo studio è stato confermato dai ricercatori del Barts Health NHS Trust e del London Medical School, in una ricerca pubblicata sulla rivista Hypertension dell’American Heart Association. Guidati da Amrita Ahluwalia, il team ha dimostrato che una sola tazza di succo di barbabietole al giorno può aiutare le persone con una pressione sanguigna troppo alta ad abbassarla di circa il 7%. I ricercatori credono che sia l’alta concentrazione di nitrati nella radice a portare questo effetto.  Il succo di barbabietola utilizzata nello studio conteneva circa 0,2 g di nitrato alimentare, l’equivalente del contenuto di due barbabietole. Il corpo converte il nitrato di una sostanza chimica chiamata nitrito, e poi in ossido nitrico nel sangue. L’ossido nitrico allarga i vasi sanguigni e favorisce il flusso naturale del sangue. “Siamo rimasti sorpresi nello scoprire di quanto poco nitrato ci sia bisogno per vedere un effetto di tali proporzioni” – aggiunge Ahluwalia. Via libera, allora, agli alimenti che lo contengono, dal succo di barbabietola, passando per sedano, cavoli e altre verdure a foglia verde, come spinaci e lattuga.

2. Hanno proprietà antinfiammatorie. Le barbabietole e il loro succo contengono betaina, un antinfiammatorio naturale che aiuta a proteggere il nostro corpo dall’invecchiamento e dalle malattie. Questa sostanza, infatti, è in grado di neutralizzare l’azione dell’omocisteina, la principale responsabile dell’invecchiamento di vene ed arterie, trasformandola invece in un aminoacido utile al nostro corpo. La betaina ha poi una buona azione disintossicante sul fegato.

3. Aumentano la resistenza fisica. Uno studio condotto dall’Università di Exeter in Inghilterra ha scoperto che mangiare cibi naturalmente ricchi di nitrati, come appunto le barbabietole, aumenta la resistenza fisica durante lo sport. Nello specifico il succo di barbabietola ha migliorato del 16% la capacità delle persone di fare sforzi fisici. I nitrati, infatti, migliorano la circolazione del sangue con grandi benefici per il cuore.

4. Sono antitumorali. Le proantocianidine, fitonutrienti che danno il caratteristico colore viola alle barbabietole, hanno potenti doti antitumorali. Anche alcune fibre presenti nelle rape aiutano a proteggere le nostre cellule dal cancro.


5. Aumentano le difese immunitarie.
 
Grazie alla presenza della vitamina C e di tante altre sostanze utili al nostro organismo, un consumo costante di barbabietole consente di rinforzare il sistema immunitario.

6. Riducono il rischio di problemi alla nascita. Le barbabietole sono particolarmente ricche di vitamine del complesso B e vitamina E, il loro consumo è consigliato alle donne in gravidanza per ridurre il rischio di difetti alla nascita nel bambino.

7. Sono ricche di minerali. Le barbabietole sono ricchissime di minerali, in particolare manganese e potassio. Il primo è utile per la salute di ossa, fegato, reni e pancreas, il secondo garantisce l’equilibrio del sistema nervoso e buone funzioni muscolari.

Fonte: WellMe
Immagini: tantasalute.it – effingdykes.blogspot.com – mr-loto.it  – donnamoderna.it

 

Ganoderma Lucidum: il fungo dell’immortalità

Il Ganoderma Lucidum è un fungo ed è uno dei più famosi tradizionali nelle erbe medicinali cinesi, un aspetto molto interessante delle proprie prestazioni è l’effetto antimicrobico per gli estratti derivati dal fungo.

Il Ganoderma attira l’attenzione internazionale perché è una delle erbe curative che ha delle proprietà maggiori rispetto alle agli altri aspetti curativi come erbe o funghi, il Ganoderma viene impiegato per più di 20 patologie che vanno dall’asma alla bronchite alle varie ferite all’ipertensione.

Inoltre il Ganoderma ha dei principali composti con importanti attività farmacologiche che sono l’acido ganoderico, triterpeni e polisaccaridi. È interessante che nel corso degli ultimi tre decenni, più di 150 triterpeni e più di 50 polisaccaridi carcinostatici sono note per essere composti unici in questo fungo. Pertanto il Ganoderma Lucidum con triterpeni differenti e polisaccaridi o combinazioni di questi due gruppi hanno più probabilità di risultato in diverse attività farmacologiche. Il fungo non presenta cito-tossicità e ha dimostrato di essere sicuro per la sua lunga storia di somministrazione per via orale non associato a tossicità.

Ecco cosa riesce a fare il Ganoderma Lucidum:

  • abbassa il colesterolo nel sangue e la quantità di grassi liberi;
  • riduce il livello di zuccheri nel sangue;
  • abbassa i lipidi nel sangue e stabilizza membrana dei globuli rossi;
  • contiene adenosina che può abbassare l’agglutinazione piastrinica e previene la formazione di trombi;
  • migliora la funzione della corteccia delle ghiandole adrenalina per mantenere l’equilibrio endocrino;
  • eleva la capacità naturale di guarigione del corpo, permette al corpo di stabilire un forte sistema immunitario;
  • previene la degenerazione delle cellule dei tessuti;
  • previene allergie causate da antigeni, perché inibisce il rilascio di istamina;
  • è il più potente antiossidante che si conosca nella storia dei nutraceutici, inoltre ha la funzione di aiutare il nostro corpo e di individuarne le malattie più soggette a sbalzi di temperatura, sbalzi d’umore e stress.

Il Ganoderma, come tutti i funghi utilizzati anche nella micoterapia, non è indicato per chi soffre di allergie ai funghi, e si sconsiglia l’utilizzo per chi si è sottoposto da poco a interventi di trapianto d’organi.

 In Italia è ancora poco conosciuto, ma si stanno diffondendo numerosi caffè biologici arricchiti di Ganoderma Lucidum.

Il Ganoderma

Fonte: ganodermareishi.it
Immagini: ganodermareishi.it – hokkaido-reishi.net

Tutti i benefici del sedano

Il sedano (Apium graveolens) è un ortaggio della famiglia delle ombrellifere. Esso è caratterizzato dalla presenza di due varietà coltivate ben distinte per aspetto e sapore, ma entrambe ricche di proprietà benefiche:

  • Sedano da costa: di colore verde e comunemente utilizzato in cucina per la preparazione di numerosi piatti,
  • Sedano rapa: si presenta sotto forma di radice ed è di colore bianco.

Il sedano è un ortaggio ricco di vitamine e di sali minerali. Esso contiene infatti vitamina A, vitamine del gruppo B e vitamina C. Per quanto riguarda i sali minerali, è importante sottolineare la presenza di calciopotassio e selenio. Il sedano ne rappresenta un prezioso integratore naturale.

L’azione benefica del sedano sul nostro organismo è rimineralizzante. Il suo consumo è adatto soprattutto nelle vicinanze dei cambi di stagione, poiché agevola il funzionamento delle ghiandole surrenali e dei reni, oltre che del sistema nervoso, rendendo tali organi maggiormente resistenti allo stress. Il consumo di sedano viene consigliato in maniera particolare in caso di coliche renali.
Esso è inoltre considerato utile contro le affezioni respiratorie ed i reumatismi. Per quanto riguarda le affezioni respiratorie, il sedano rapa è ritenuto un vero e proprio toccasana per i polmoni. Infatti rafforza e regola l’attività sia dei polmoni che del fegato e della tiroide, oltre ad influire positivamente sul nostro metabolismo. Sono stati da poco dimostrati i benefici che questo ortaggio ha sulla pressione arteriosa; infatti la sua assunzione regolare è in grado di ridurne i valori.
Come consumare il sedano? Il sedano da costa è perfetto per la preparazione di minestroni e di fresche insalate. Può inoltre essere impiegato nella realizzazione casalinga di frullati e di centrifugati salutari, in abbinamento con altri ortaggi, come gli spinaci o con della frutta di stagione.
Sia il sedano da costa che il sedano rapa possono essere consumati crudi, grattugiati, tagliati a listarelle o finemente tritati per la preparazione di ricchi piatti di verdure da condire con olio extravergine d’oliva o per arricchire il pinzimonio. Nella versione cotta, sedano e sedano rapa possono essere preparati al forno o stufati in padella. Consumare del sedano crudo significa poter godere al meglio di tutte le sue proprietà benefiche. Per il condimento è possibile impiegare erbe aromatiche come origano, timo e prezzemolo.
Le calorie fornite da 100 grammi di parte edibile sono molto basse: solamente 16.

Curiosità

  • Il sedano era considerato un mezzo infallibile per conoscere il sesso del nascituro: «Se si mette in testa della donna incinta, senza che questa se ne accorga, una pianta di Sedano con la sua radice, se il primo nome che pronuncia è maschile, sarà un maschio, altrimenti una femmina».
  • Era utilizzato nel Medioevo per scacciare la melanconia.

Fonte: WellMe – inerboristeria.com – mr-loto.it
Immagini: ortofruttabaldan.it – nonsprecare.it – cantinadeigolosi.blogspot.com

Panax Ginseng, cioè “che guarisce tutto”

Il suo nome botanico è Panax Ginseng e la dice lunga sulle sue proprietà: infatti la parola Panax deriva dal greco pan-axos e significa letteralmente “che guarisce tutto”. La pianta del ginseng cresce soprattutto in Asia orientale ed in Nord America; la specie più utilizzata è quella vietnamita del panax. In Cina il ginseng viene chiamato ren shen, che letteralmente significa “radice uomo”, probabilmente per la sua forma che richiama quella del corpo umano ma anche perchè la radice di ginseng è un tonico potentissimo per tutto l’organismo. La conoscenza e l’impiego del ginseng a scopo terapeutico risalgono a migliaia di anni fa e la sua efficacia è ormai dimostrata da diversi studi condotti in ogni parte del mondo.

Le virtù e le proprietà benefiche attribuite al ginseng sono dovute a diversi componenti presenti nelle sue preziose radici: vitamine, olio essenzialeginsenosidi o saponine, considerati i principi attivi della radice.

Molti sono gli effetti benefici che sono stati attribuiti agli estratti della radice di ginseng; per tradizione è considerata una droga tonica con spiccate proprietà ricostituenti, soprattutto a livello di sistema immunitario. Diversi studi hanno dimostrato come il ginseng influisca positivamente sul rilascio di un ormone chiamato cortisolo, che a sua volta migliora la risposta del nostro organismo alle situazioni di stress. In questo modo il ginseng rende il nostro organismo più resistente riducendo i danni causati da agenti patogeni o da situazioni di stress negativo.

In generale, la sua capacità di ripristinare il giusto equilibrio nell’organismo umano, aumentando la capacità di adattamento ai cambiamenti ambientali fa del ginseng il più efficace “adattogeno” finora conosciuto. Nel ginseng sono state isolate sostanze antiossidanti, che oltre a bloccare i dannosi effetti dei radicali liberi e rallentare l’invecchiamento cellulare, potrebbero avere anche un’importante azione antitumorale. Studi recenti hanno dimostrato che somministrando estratti di ginseng ad alcuni malati di tumore, esso può ridurre in modo significativo la fatica cronica dei pazienti, che rappresenta uno degli effetti più comuni  e debilitanti del cancro e dei suoi trattamenti.

In commercio si trovano numerosi integratori dietetici a base di radice di ginseng: flaconcini da bere, capsule, compresse, polvere, radici da masticare e l’estratto puro.

Come in molti altri casi esistono effetti collaterali legati all’utilizzo del ginseng; il più comune è quello dell’insonnia, accompagnato di solito da eccessivo nervosismo e irritabilità, soprattutto quando il ginseng viene assunto in concomitanza di altre sostanze stimolanti quali caffeina o teina; si avrebbe infatti un eccessiva stimolazione del sistema nervoso con gli effetti collaterali appena citati. Infine, un abuso della preziosa radice, prolungato nel tempo, potrebbe portare, in casi estremi anche a tremori incontrollati.

La preparazione del ginseng non può essere fatta a livello casalingo; si può reperire in farmacia o in erboristeria sotto varie forme quali l’elisir tonico, estratto concentrato, liofilizzato in bustine. Lo si può trovare anche abbinato ad altre erbe o preparati medicinali, quali la pappa reale, che insieme al ginseng rappresenta una vera sferzata d’energia, nonché una valida difesa del sistema immunitario.

 Il consiglio della dietista:
Evitate di acquistare gli integratori al ginseng nei grandi ipermercati o luoghi poco controllati, possono essere pericolosi a causa della scarsa qualità. Inoltre, non fidatevi dei caffè al ginseng, oggi presenti in molti bar e anche nei supermercati sotto forma di bustine liofilizzate: sono molto ricchi in zuccheri e non sono da considerare come il ginseng appena descritto.
Fonte: mr-loto.it
Immagini: giorgiodonadelcampbell.it – naturando.it – panax-ginseng-benefits.blogspot.com – ikea.com

Il nuovo cioccolato con vitamine della frutta

Arriva il cioccolato vitaminico, che farà bene quanto e come la frutta. Il sogno di coloro che sono golosi e che mangerebbero cioccolato ad ogni ora sta per avverarsi, grazie a Stefan A. F. Bon, ricercatore presso l’Università di Warwick. Il lavoro e lo studio svolto dal ricercatore, presentato durante il 245esimo congresso nazionale dell’American Chemical Society, porterà il cioccolato ad aumentare i propri benefici, ovvero riduce il rischio di malattie cardiovascolari, grazie a varianti (anche bianche o al latte) ricche di vitamina C e povere di grassi.

Il cioccolato, quindi, ricco di vitamina C, potrebbe presto diventare un rimedio naturale contro raffreddore, influenze e malanni invernali. Come è stato creato il cioccolato ricco di vitamina lo spiega lo stesso ricercatore, che ha affermato che una parte di grassi della cioccolata sono stati sostituiti dal 50% da estratti di frutta a base acquosa e vitamina C.

Il cioccolato diventa quindi a base di mela, arancia o mirtillo e potrà essere fondente, al latte o bianca. Il gusto del cioccolato dietetico? Il ricercatore ha rassicurato tutti dicendo che il prodotto finale, che ora è simile a delle piccole bolle, non tradirà le aspettative dei più golosi.

 Il consiglio della dietista
Facciamo attenzione perché la frutta ha il grande vantaggio di contenere molta acqua e per questo di riempire il nostro stomaco, diminuendo in questo modo il senso della fame, mentre un pezzettino di cioccolato non ha di certo lo stesso effetto. Quindi potremmo considerarla una buona alternativa allo spuntino a base di frutta soltanto qualche volta, quando abbiamo voglia di un dolcetto e non sappiamo resistere!

Leggi anche:
Cioccolato: quanti benefici!
Antiossidanti: dove trovarli?

 

Fonte: alimentazione.ecoseven.net – liberatv.ch
Immagini: lasirena.it – gopurple.it – trashic.com

 

Ecco perché bisogna evitare l’olio di palma

Chi ha l’abitudine di controllare le etichette dei prodotti alimentari prima di compiere un acquisto si sarà imbattuto nella dicitura “olio di palma” oppure “olio vegetale“, che, se non seguita da una ulteriore specificazione posta tra parentesi e riguardante il tipo di olio utilizzato, potrebbe nascondere proprio quest’olio di provenienza esotica e sempre meno ben visto sia dal punto di vista salutistico che ambientale.

Indicare la sua presenza all’interno dell’elenco degli ingredienti riportati sulle confezioni dei prodotti alimentari industriali non è obbligatorio, ma sempre più spesso il suo nome risulta inserito in etichetta per quanto riguarda i cibi più comunemente acquistati nei supermercati. Si tratta in particolare di prodotti da forno come biscotti, pane confezionato, crackers, grissini e fette biscottati (convenzionali, ma spesso purtroppo anche “biologici”), ma anche di creme dolci spalmabili, patatine fritte e snack salati, condimenti come le margarine.

Esso presenta un contenuto di grassi saturi tanto elevato da avere spinto l’Organizzazione Mondiale della Sanità ad affermare come esso possa costituire un fattore di incremento del rischio di andare incontro a malattie cardiovascolari, sulla base di ricerche definite come convincenti e confermate da studi successivi.

Sotto accusa nel caso dell’olio di palma è un acido grasso saturo denominato acido palmitico, che è in grado di agire aumentando i livelli del colesterolo ed innalzando i rischi di coronaropatia, secondo quanto rilevato da studi scientifici relativi all’olio di palma. Le affermazioni dell’OMS hanno suscitato l’opposizione del Malaysian Palm Oil Promotion Council, volto a difendere gli interessi economici del proprio Paese, relativamente al ricco settore produttivo legato all’olio di palma.

L’olio di palma rappresenta un grasso vegetale ed un olio alimentare considerato di scarsa qualità. Il suo elevato contenuto di grassi saturi può raggiungere il 50% nell’olio di palma derivato dai frutti e ben l’80% nell’olio di palma derivato dai semi. Oltre che come ingrediente alimentare vero e proprio, è di frequente utilizzato dall’industria del settore per la frittura dei cibi. La sua presenza potrebbe essere rilevata per tale motivi anche in prodotti da forno pre-fritti (es. bastoncini di pesce, cotolette, verdure in pastella, ecc.). Il contenuto di grassi saturi dell’olio di palma non è controbilanciato da una sufficiente presenza di grassi polinsaturi benefici, tali da poterlo considerare come un alimento equilibrato.

Non ci sono motivi validi per cui l’industria alimentare debba proseguite ad utilizzare olio di palma, al di là del fattore economico. E’ comprensibile che utilizzare olio extravergine d’oliva o altri oli maggiormente pregiati comporterebbe costi maggiori. La salute dei consumatori potrebbe trarne vantaggio e sempre più aziende, anche in Italia, dovrebbero impegnarsi ad evitare tale ingrediente, sostituendolo con oli migliori, nel rispetto dei consumatori.

Scegliere di evitare prodotti contenenti olio di palma significa orientare in maniera più oculata le proprie abitudini d’acquisto, evitando i prodotti che contengano tale ingrediente e dando la propria preferenza ad aziende che non lo impieghino od optando per la preparazione casalinga degli stessi.

Evitare l’olio di palma non rappresenta unicamente una questione di salvaguardia della salute, ma anche di rispetto dell’ambiente e del pianeta. La produzione di olio di palma è infatti causa di deforestazione e di distruzione degli habitat naturali degli animali che popolano le foreste di luoghi come Indonesia, Malesia, Uganda e Costa d’Avorio e della sottrazione alle popolazioni native di territori da esse abitati da sempre.

Leggi anche:
Conoscere (ed evitare) gli acidi grassi trans
Un tesoro nel guscio

Fonte: WellMe – GreenMe
Immagini: cavoloverde.it – energen.it – centopercentomamma.blogspot.com – wellme.it